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La storia la fanno gli uomini.


La storia la fanno i luoghi, perchè è li che si incontrano gli uomini.


La storia viene scritta giorno dopo giorno.


La storia viene scritta da chi aggiunge, a ciò che già c’è, qualcosa di nuovo.


Creando incontri.


Moda vuol dire vestirsi, ma vestirsi vuol dire tante cose.


Appartenere, differenziare, interpretare, scegliere, proporre.


Un luogo dove si scrive la storia di uomini che si incontrano per vetirsi, nel cuore di Napoli.


E’ tutto questo London Centro Storico ?


No, è IL luogo dove succede tutto questo…e tutto il resto, ne deve fare di strada, per diventare storia !

Pozzuoli, terra vulcanica.


Pozzuoli, templi, anfiteatri e persino uno stadio. Di duemila anni fa.


Pozzuoli, LJ e le nuove strade dell’abbigliamento.


Come già detto, nel gergo lo si definirebbe un “aperitivo”, per noi è stato un rito di vita: Martini & tees, tele esposte & dj-set, sorrisi, incontri & scambi di anime.




































































































































































































































































































































































Napoli, città caleidoscopio, tradizione & innovazione che si stuprano, si abbracciano e giocano uno strip poker esplosivo.

Nella mappa sempre mutevole di questa città, il Vomero rappresenta un’entità davvero difficile da spiegare, per chi non c’è mai stato.


I luoghi comuni descrivono questa collina come un avamposto borghese e snob. Ma è anche molto altro.
Gli urbanisti la descrivono come “città nella città”. Ma è anche molto altro.


Un secondo cuore, un’anima parallela nelle sue tradizioni e nelle sue viscere, liberty e condomini, funicolari e modernità, parchi verdi e negozi, tanti, tanti, tanti negozi.


Se c’è un posto, tra tutti, che può darvi una radiografia del Vomero nel XXI secolo, forse è proprio un negozio, London Vomero.


Una scelta blasfema? No, una semplice considerazione: la storia delle subculture nella Napoli metropolitana, passa obbligatoriamente di qui.

Questo forse spiega quanto abbiamo sentito e come abbiamo vissuto l’evento organizzato Giovedì 20 Ottobre proprio lì.


Nel gergo lo si definirebbe un “aperitivo”, per noi è stato un rito di vita: Martini & tees, tele esposte & dj-set, sorrisi, incontri & scambi di anime.
























































































































































































































































Qualche giorno fa vi raccontavamo le tappe finali del “diario di viaggio” dei nostri capi, non riuscendo a nascondere l’ovvia emozione per essere finalmente arrivati alla destinazione finale, i negozi.

Ricostruire le tappe di questo curioso itinerario di una serie di idee, da un labirinto di sinapsi fino a diventare pellicole cinematografiche da indossare, quali vorremmo fossero le nostre t-shirt, non può prescindere dal presentare le “agenzie di viaggio” che ci aiutano e supportano in questa missione.

Parliamo delle due trade/showroom che sono il centro nevralgico degli scambi che permettono ai nostri capi di viaggiare: Profile e BeReal.


Profile Expo è un luogo che ha dell’incredibile.





























































































































Innanzitutto, si trova a Piazza di Spagna, Roma, un posto nel quale, come la California di Californication dei Red Hot Chili Peppers :”…tutti sono stati qui…e non intendo in vacanza…“.

Tra la scalinata probabilmente più famosa del mondo, una fontana di Bernini, la casa dove è vissuto John Keats e qualche milione di persone che ci passa, spassa e fotografa continuamente, ecco un ufficio in un palazzo del ’600, post-modernizzato da MT Studio, che espone capi d’abbigliamento in cornici d’acciaio lavorato a mano, che pianifica come dare vita ad una new-wave dell’abbigliamento indie e che, spesso e volentieri, si trasforma in una galleria per esposizioni d’arte contemporanea.


BeReal è invece il nostro avamposto nella realtà metropolitana di Milano.























































































































































Un ponte diretto con la street culture americana, che non ha timori nell’affiancare t-shirts e stampe di artisti che hanno rivoluzionato gli ultimi 30 anni delle arti grafiche e che ha l’obbiettivo, coraggioso e tosto, di dare spazio alle manifestazioni di creatività che alla parola d’ordine mainstream rispondono con l’urlo underground.